qualsiasi aggettivo per woodstock di michael wadleigh è sprecato e banale. l’abbiamo visto un po’ tutti nel corso degli anni, a pezzi, in tv, su youtube. la versione integrale dura 225 minuti. è stata proiettata l’altra notte (il film è finito alle 3.30) nel corso del biografilm festival, a bologna (un festival davvero molto interessante e non sufficientemente pubblicizzato). io ho detto: vabbè, guardo un’oretta e poi me ne vado, che domani c’ho il treno presto.
sono rimasta ovviamente fino alla fine.
ora sono stanca, ho caldo e ho anche diverse cose da fare e non riuscirei a ricavare un post sensato e non retorico, visto che in testa mi frullano aggettivi pericolosissimi come “epocale” e paragoni a cose tipo funzioni religiose. perciò è meglio se sto zitta e al posto mio faccio parlare un filmato tratto dal documentario: santana e il suo gruppo che eseguono soul sacrifice. ho scelto questo pezzo perché santana non mi ha mai detto niente, anzi, spesso lo trovo noioso. e quindi il mio non è un giudizio viziato dall’entusiasmo di una fan nostalgica. sapevo che mi sarei commossa vedendo gente tipo janis joplin o jimi hendrix. ma probabilmente è questo il momento più [aggettivo a piacere] di questo [aggettivo a piacere] documentario.
15
giu
09
A me sono sempre rimaste impresse le sequenze, verso la fine, con l’immondizia e il silenzio post-sbornia collettiva: forse voleva essere un Inizio, ho paura che sia stata una Fine. E, sì, anche a me risulta addirittura epico Santana che normalmente mi fa venire il prurito ai gomiti.